Vorrei sapere se, come genitore, hai anche tu quella sensazione di smarrimento in questi giorni.
Vorrei sapere se anche tu, come me, ti domandi che cosa sarà del domani.
Vorrei sapere se anche tu, genitore al tempo del Coronavirus, ti stai domandando che cosa accadrà.
Se sei sconfortato e non sai dove troverai la forza, alza gli occhi al cielo e si alzerà per te un canto: Andrà tutto bene.
Forza genitori, il sole tornerà nelle nostre città e ci stringeremo ancora più forte.
MammaMoMa è il frutto del sogno di una mamma, maestra...con i bambini e Montessori nel cuore.
sabato 14 marzo 2020
martedì 4 febbraio 2014
MammaMOMA e le donazioni gratuite
Alcuni anni fa nella mia famiglia è entrata "la bestia". Non pensi alla BESTIA finchè non ti capita senza neppure un avviso, così improvvisamente e creando l'effetto di un uragano.
Non dormi più, ripensi a ciò che hai fatto fino a quel giorno e a come tutto ora sia diverso.
Allora tremi e pensi a quanto sia prezioso vivere intensamente ogni cosa, dare il giusto peso agli eventi e alle parole. Nella sofferenza cerchi conforto, cerchi qualcuno che ti dica la parola che vuoi sentirti dire: "Andrà tutto bene, vivremo ancora il Natale insieme, mangeremo un gelato con la panna sulle passeggiate, vedremo insieme i tuoi bimbi crescere e nascere quelli che verranno".
Nella sofferenza diventi vulnerabile. Nella sofferenza trovi persone che sanno parlarti e farti capire bene ciò che stai vivendo, perchè lo vivono pure loro. Entri in sintonia.
Questa è la storia di una mamma, la mia, che due anni fa era completamente senza capelli perchè la bestia fa così, ti leva la vanità, ti leva la spensieratezza e ti fa tremare fuori da una sala operatorio che non si apre più, ti fa tremare quando vedi sacche di sangue che vengono portate dalla tua mamma. E' la storia di un bambino, Alessandro. Alessandro è il figlio di una mia collega che la bestia l'ha incontrata due volte e l'ultima è stata quella più dura. Ha dovuto lottare e trovare la sua gemella nel patrimonio genetico. Non si trovava. E' stato uno strazio. Poi finalmente eccola: è fuori Italia, corre il tam-tam e arriva la borsa contenente il DONO.
Mi ricordo i mesi passati in quell'ansia. Nevicava forte in quel periodo. Si cercava il midollo per Ale, si cercava il plasma per i malati di cancro -LA BESTIA-.
Io non ero donatrice ne AVIS e tantomeno ADMO. Avevo appena partorito e dovevo aspettare...poi riuscii a convincere la dottoressa che mi iscrisse nei registri in "riserva" finchè non fosse passato l'anno. Le dissi che non ero donatrice AVIS perchè pensavo che non se ne facessero niente del mio AB+. Lei sgranò gli occhi e mi disse che non era vero, che potevo aiutare anch'io.
Oggi, dopo cure dentali varie che mi hanno messa in panchina, è avvenuta la mia prima donazione. Che gioia! Avevo paura, lo ammetto, ma trovarmi tra tanti papà e qualche nonno che stavano donando gratuitamente AMORE mi ha fatta veramente emozionare.
La mia vita per altri.
Sono felice di essere entrata a far parte delle due famiglie ADMO e AVIS e spero che un giorno i miei figli mi seguano.
Vi posto due link...da donatrice a magari nuovi donatori
www.avis-altoadige.it/
http://www.admobz.com/
Non dormi più, ripensi a ciò che hai fatto fino a quel giorno e a come tutto ora sia diverso.
Allora tremi e pensi a quanto sia prezioso vivere intensamente ogni cosa, dare il giusto peso agli eventi e alle parole. Nella sofferenza cerchi conforto, cerchi qualcuno che ti dica la parola che vuoi sentirti dire: "Andrà tutto bene, vivremo ancora il Natale insieme, mangeremo un gelato con la panna sulle passeggiate, vedremo insieme i tuoi bimbi crescere e nascere quelli che verranno".
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| Vedremo insieme Matteo ridere felice sull'altalena... |
Nella sofferenza diventi vulnerabile. Nella sofferenza trovi persone che sanno parlarti e farti capire bene ciò che stai vivendo, perchè lo vivono pure loro. Entri in sintonia.
Questa è la storia di una mamma, la mia, che due anni fa era completamente senza capelli perchè la bestia fa così, ti leva la vanità, ti leva la spensieratezza e ti fa tremare fuori da una sala operatorio che non si apre più, ti fa tremare quando vedi sacche di sangue che vengono portate dalla tua mamma. E' la storia di un bambino, Alessandro. Alessandro è il figlio di una mia collega che la bestia l'ha incontrata due volte e l'ultima è stata quella più dura. Ha dovuto lottare e trovare la sua gemella nel patrimonio genetico. Non si trovava. E' stato uno strazio. Poi finalmente eccola: è fuori Italia, corre il tam-tam e arriva la borsa contenente il DONO.
Mi ricordo i mesi passati in quell'ansia. Nevicava forte in quel periodo. Si cercava il midollo per Ale, si cercava il plasma per i malati di cancro -LA BESTIA-.
| E tutto appare diverso... |
Oggi, dopo cure dentali varie che mi hanno messa in panchina, è avvenuta la mia prima donazione. Che gioia! Avevo paura, lo ammetto, ma trovarmi tra tanti papà e qualche nonno che stavano donando gratuitamente AMORE mi ha fatta veramente emozionare.
La mia vita per altri.
Sono felice di essere entrata a far parte delle due famiglie ADMO e AVIS e spero che un giorno i miei figli mi seguano.
Vi posto due link...da donatrice a magari nuovi donatori
www.avis-altoadige.it/
http://www.admobz.com/
giovedì 30 gennaio 2014
Ricordando un uomo che ci lasciò un insegnamento grande -La giornata della memoria-
http://www.bambinonaturale.it/2014/01/amare-bambini-senza-se-senza-ma/
Una riflessione sull'essere genitore oggi...e sul compito difficile di dare "le gambe" ai nostri figli dalla voce di un uomo Korczak che, in quanto ebreo, morì...oggi lo ricordo con questa frase:
"Non aspettarti che il tuo bambino diventi come te o come tu desideri. Aiutalo a diventare SE STESSO” dove arriva a lasciarci la consegna di vivere l'amore senza se e senza ma.
Una riflessione sull'essere genitore oggi...e sul compito difficile di dare "le gambe" ai nostri figli dalla voce di un uomo Korczak che, in quanto ebreo, morì...oggi lo ricordo con questa frase:
"Non aspettarti che il tuo bambino diventi come te o come tu desideri. Aiutalo a diventare SE STESSO” dove arriva a lasciarci la consegna di vivere l'amore senza se e senza ma.
| Vivi la tua vita, cucciolo mio e non aver paura degli uomini |
Realizza i tuoi sogni e ama (te stesso, gli altri, le tue passioni)

Controllo la tabella della felicità e dico CI SIAMO, ho da lavorare su tre punti e guarda un po' sono quelli dell'autostima e dell'amore per me stessa oltre che nel festeggiamento per ciò che faccio.
Mi fermo allora a riflettere del perchè di queste ricadute e purtroppo, ahimè, mi vengono ancora in mente episodi che mi hanno fatto cadere l'austima in maniera pazzesca, che mi hanno fatto perdere la visione di chi sono io.
Mi sto riprendendo, sto facendo di tutto per amarmi maggiormente e questo avviene attraverso non più la conferma degli altri, il loro parere come facevo quando ero piccina...beh, non proprio tanto piccina. Questo avviene investendo su quello che sono e per cercare sempre di fare DEL MIO MEGLIO (rubo la frase a B.P.).
Rifletto. Rielaboro le informazioni che mi sono rimaste nel cuore e che hanno leso la mia persona interiore. Scene brutte che mi hanno fatta piangere nella maniera silenziosa, quelle che nessuno vedeva e che faceva dire agli altri "Bambina silenziosa che ama stare con gli adulti".
Che stupida la gente che giudica e non conosce...non aveva capito che non mi piaceva il giudizio degli altri.
Rivedo alcuni insegnanti che mi hanno leso l'anima a partire dalla scuola primaria: una risposta mancata con una supplente di tedesco (che era leggermente isterica a pensarci bene adesso) che mi disse "Sei stupida o che?" perchè non riuscivo a ripetere a memoria una frase che aveva scritto alla lavagna di cui non capivo nessuna parola, diverse tirate di capelli da parte di un'altra insegnante, questa volta di chitarra classica, per un pezzo suonato male, un maestro di nuoto che mi fa ritornare nella corsia degli intermedi perchè ero rimasta assente per troppo tempo (succede ad una bimba quando diventa ragazza). Una porta sbattuta in casa e sentirsi in colpa anche se la colpa non è tua, la vista di due sorelle leggiadre con due vestitini da principessa...e io che volevo lo stesso vestito e che mi rispecchiavo come una bambina grassa (non è una parola pompata: grassa è la parola giusta). Una compagna di classe che mi dice di non toccarla che io porto la "Ciccionite". Essere chiamati per ultimi a giocare in una squadra una, cinque, venti volte. Il ragazzo che segretamente ami ma a cui non dirai niente che bacia un'altra (e poi un'altra ancora e allora capisci che la sua collezione non sono le sorprese dell'ovetto Kinder, ma dei baci rubati).
Che dura l'infanzia! Che dura essere bambini! Che dura essere giudicati dagli altri....
Penso che Montessori mi sia piaciuta proprio per questo: fai quel che senti nell'anima. Coltiva le tue passioni e sviluppa abilità metacognitive. Pensa da solo a quello che stai facendo e come lo stai facendo e se è la strada giusta lo senti da solo. Senti un tuffo al cuore che dice BRAVA.
E' vero, ci sono persone che ti cambiano: il secondo insegnante di chitarra che suona con te e che ti prepara per il conservatorio (dove deciderai di non andare più per paura che per altro), una prof di pedagogia che ti chiede gli appunti per poterli fotocopiare per altri, una prof che si siede con te al tavolo e che disegna con te. La richiesta di un docente di rimanere per lui a lavorare all'università (a cui dirai di no perchè il giorno prima uno con gli occhi azzurri ti ha chiesto di sposarlo).La consegna di uno, due, tre incarichi di lavoro che tu non avevi richiesto. Non mi hanno detto SEI BRAVA. L'ho sentito io.
Questo è il potere del metodo, quello di capire che non è la faccina sul quaderno a darti la carica positva. La trovi dentro di te, la trovi in quello che fai. Ama la tua vita e amerai te stesso.
Questo è il riscatto per quella bambina ferita che si è sentita presa in giro e che adesso quando suona in orchestra talvolta piange dall'emozione di quelle note prodotte da violini suonati da persone con le rughe sulle mani, fiati suonati da ragazzini con il cuore che inizia a battere forte per amore, per l'emozione di produrre qualcosa di bello.
Quella ragazzina che da due anni corre e mentre corre canta, pensa, riflette, programma e valuta se stessa.
Quella bambina che ora è diventata una mamma che insegna ai proprio figli che non è il giudizio che gli altri hanno di te a farti migliore o peggiore: è la lettura che hai tu nel tuo cuore, quella vera, che ti fa comprendere se stai lavorando bene. E' quando ti guardi allo specchio che ti dice: Questa è una faccia pulita che non inganna. E questo messaggio forte lo voglio lasciare anche ai bambini che mi sono stati affidati: credi in te stesso, ama te stesso e fai i conti con la tua anima. Il resto non conta.
martedì 28 gennaio 2014
Silenzio dell'anima
C'è stato un lungo silenzio, che ha parlato più di mille parole.
Un anno un po' duro dal punto di vista lavorativo ed emotivo.
E' stato l'anno in cui Teo ha fatto il grande salto ed è entrato nel mondo della scuola primaria, un salto pazzesco visto da una mamma-maestra che nella scuola passa più ore che a casa.
E' stato l'anno in cui si è capito che il Montessori era chiuso per lui perchè altrimenti la sua mamma sarebbe stata anche la sua maestra.
Un anno triste e faticoso sotto questo punto di vista.
Un anno dove ho capito che quindi avrei dovuto essere più "Montessori" a casa, per lui e per la piccola.
Non è facile farsi. Ci sono delle giornata in cui mentre suono la chitarra con i miei nuovi 23 monelli, oppure danzo, oppure sono a terra a scrivere paroline con l'alfabetiere mobile, trovo due occhietti che mi spiano dalla finestra del cortile (le pause sfasate non sono una cosa buona...). Ma ne stiamo uscendo più forti. Lui ha imparato la differenza tra "I tuoi bambini" (Teo e Maryam oltre che i due fratellini a distanza) e "I tuoi alunni". Ora quello che è importante è che lo tenga in mente io. Prima mamma, poi maestra.
Un anno un po' duro dal punto di vista lavorativo ed emotivo.
E' stato l'anno in cui Teo ha fatto il grande salto ed è entrato nel mondo della scuola primaria, un salto pazzesco visto da una mamma-maestra che nella scuola passa più ore che a casa.
Un anno triste e faticoso sotto questo punto di vista.
Un anno dove ho capito che quindi avrei dovuto essere più "Montessori" a casa, per lui e per la piccola.
Non è facile farsi. Ci sono delle giornata in cui mentre suono la chitarra con i miei nuovi 23 monelli, oppure danzo, oppure sono a terra a scrivere paroline con l'alfabetiere mobile, trovo due occhietti che mi spiano dalla finestra del cortile (le pause sfasate non sono una cosa buona...). Ma ne stiamo uscendo più forti. Lui ha imparato la differenza tra "I tuoi bambini" (Teo e Maryam oltre che i due fratellini a distanza) e "I tuoi alunni". Ora quello che è importante è che lo tenga in mente io. Prima mamma, poi maestra.
giovedì 22 novembre 2012
Nel bosco noi...
Autunno vuol dire andare a Malosco a pulire il camino e a fare scorta di legna per le vacanze di Natale, quando scapperemo dalla città per riscaldarci in quella piccola casa che il nonno ha comprato per le sue "bimbe" e per i nipotini.
C'è un posto che a Matteo e a Maryam piace in modo particolare: è il parco di Malosco.
Anche a me piace perchè in estate offre fresco, c'è una fontana che canta e dei bellissimi alberi che diventano tutti colorati in periodo autunnale.
Questa settimana ci siamo divertiti a raccogliere elementi naturali: pigne, foglie secche, sassolini, bastincini e castagne -tantissime-.
Maryam con le sue manine piccole cercava tra le foglie dove fossero finite le castagne, il papi aiutava Matteo a scovare bastoncini e la mamma raccoglie tutti i tesori.
Ci siamo poi divertiti a realizzare il nostro mandale naturale utilizzando i vari materiali trovati. Una piccola opera d'arte abbastanza geometrica che ha divertito i bimbi e i grandi...e che ci ha talmente portati all'attenzione da far cadere il silenzio facendoci sentire qualche animaletto che passava da quelle parti (uno scoiattolo e due cerbiattini)
C'è un posto che a Matteo e a Maryam piace in modo particolare: è il parco di Malosco.
Anche a me piace perchè in estate offre fresco, c'è una fontana che canta e dei bellissimi alberi che diventano tutti colorati in periodo autunnale.
Questa settimana ci siamo divertiti a raccogliere elementi naturali: pigne, foglie secche, sassolini, bastincini e castagne -tantissime-.
Maryam con le sue manine piccole cercava tra le foglie dove fossero finite le castagne, il papi aiutava Matteo a scovare bastoncini e la mamma raccoglie tutti i tesori.
Ci siamo poi divertiti a realizzare il nostro mandale naturale utilizzando i vari materiali trovati. Una piccola opera d'arte abbastanza geometrica che ha divertito i bimbi e i grandi...e che ci ha talmente portati all'attenzione da far cadere il silenzio facendoci sentire qualche animaletto che passava da quelle parti (uno scoiattolo e due cerbiattini)
martedì 13 novembre 2012
Ich gehe mit meiner Laterne
San Martino castagne e vino...nel resto d'Italia.
Qui San Martino è lanterna fatta dai bimbi e pane dolce fatto dalla mamma. Si racconta la leggenda con la luce spenta, ci si emoziona. Papà tira fuori il flauto, la mamma la chitarra e suoniamo le canzoni che Maryam e Matteo hanno imparato alla scuola materna e che sono nella nostra tradizione. Matteo narra per noi la storia di Martino.
Fuori piove: la fiaccolata la facciamo a casa nostra, così semplicemente. Le lanterne sono state realizzate a scuola con un vaso di vetro e semi vari.
Abbiamo la prima laterna fatta dalla piccola...sta diventando grande e sentiamo anche noi il calore che il poverello aveva sentito grazie al mantello regalato da Martino.
Respiriamo piano questa vita. Respiriamo piano la loro vita....resteranno attimi preziosi nel nostro cuore.
Fuori piove: la fiaccolata la facciamo a casa nostra, così semplicemente. Le lanterne sono state realizzate a scuola con un vaso di vetro e semi vari.
Abbiamo la prima laterna fatta dalla piccola...sta diventando grande e sentiamo anche noi il calore che il poverello aveva sentito grazie al mantello regalato da Martino.
Respiriamo piano questa vita. Respiriamo piano la loro vita....resteranno attimi preziosi nel nostro cuore.
Vincent e i suoi girasoli
Cosa succede nella mia classe?
Il mese di settembre ci ha visti alla scoperta di un bellissimo fiore: il girasole.
Nel significato dei fiori questo è simbolo di "false ricchezze"...per me non è così. è il fiore che segue il sole, è il fiore che canta al cielo e che mette gioia al cuore...ed è il fiore che avevo per il mio matrimonio. Ricco di piccoli semini nel suo cuore mi aveva fatto pensare all'incontro che ogni singolo fa nella sua vita e rimane il ricordo come piccolo seme :-)
Nella mia classe abbiamo allestito un piccolo "altare" con poesie (Quasimodo e Montale) e i bellissimi girasoli di Van Gogh.
Abbiamo steso prima la tempera cercando di immitare la pennellata di Vincent, poi ogni alunno ha ricevuto una fotocopia da colorare a matita e ha composto il suo vaso: perchè l'unicità di ognuno potesse venire fuori.
Il mese di settembre ci ha visti alla scoperta di un bellissimo fiore: il girasole.
Nel significato dei fiori questo è simbolo di "false ricchezze"...per me non è così. è il fiore che segue il sole, è il fiore che canta al cielo e che mette gioia al cuore...ed è il fiore che avevo per il mio matrimonio. Ricco di piccoli semini nel suo cuore mi aveva fatto pensare all'incontro che ogni singolo fa nella sua vita e rimane il ricordo come piccolo seme :-)
Nella mia classe abbiamo allestito un piccolo "altare" con poesie (Quasimodo e Montale) e i bellissimi girasoli di Van Gogh.
Abbiamo steso prima la tempera cercando di immitare la pennellata di Vincent, poi ogni alunno ha ricevuto una fotocopia da colorare a matita e ha composto il suo vaso: perchè l'unicità di ognuno potesse venire fuori.
giovedì 28 giugno 2012
Ti urlo in faccia
Ti urlo in faccia, ti faccio saltare tutto quello che hai davanti, ti metto le scarpe dove non dovrebbero stare così impazzisci nel cercarle, le forchette finiscono nelle tasche, spariscono i cd di inglese, mi spoglio completamente anche se tu sei in ritardo e dobbiamo andare a scuola...piccoli disastri che visti da fuori ti farebbero ridere, ma posso garantire che se sei tu a non avere le scarpe alle 13.30 quando alle 13.15 dovevi essere dal medico, se sei tu che avevi organizzato l'angolo e lo trovi buttato all'aria, se fuori piove, sei in ritardo e devi rivestire il tuo piccolo che era già pronto....tanto da ridere non riesci. Anzi, conti fino a 234.567 per non cacciare un urlo degno dell'arrivo di una pattuglia e dei servizi sociali.
Devi compiere la svolta. Il piccolo diavoletto che si è comportato così vuole:
a) capire fino dove gli è consentito di arrivare;
b) un po' di attenzione.
La noia? La rabbia? La gelosia?
Tutto può essere, ma se non si capisce che il bambino ha bisogno di un adulto che lo aiuti ad entrare nell'ambiente, che lo faccia sentire nella relazione parte fondamentale tutto potrebbe essere vano.
Educare il cuore, non la mente....lo dicevano nell'antichità e ancora oggi sembra che debba essere ribadito.
Lo capisco come mamma e come maestra: i piccoli disastri sono segnali di voglia di altro, di una comunicazione che deve essere sgomitolata e riletta insieme. Vivere la calma nella relazione, stupirsi con loro e parlare con loro...i disegni, i testi, le ricerchine arriveranno dopo. Parla con me, gioca con me...stiamo insieme, il resto verrà dopo.
E poi ti stupirai che proprio quel bambino che ti ha fatta dannare ti lascerà il bigliettino con su scritto grazie. E poi ti stupirai delle piccole carezze di tua figlia mentre pedali in bicicletta e hai un male alla schiena pazzesco e poi ti stupirai del fiore ricevuto da tuo figlio...e capirai che nulla è stato vano.
Perchè nulla è più bello di vedere la serenità in chi ti sta vicino, nulla vale di più....
Devi compiere la svolta. Il piccolo diavoletto che si è comportato così vuole:
a) capire fino dove gli è consentito di arrivare;
b) un po' di attenzione.
La noia? La rabbia? La gelosia?
Tutto può essere, ma se non si capisce che il bambino ha bisogno di un adulto che lo aiuti ad entrare nell'ambiente, che lo faccia sentire nella relazione parte fondamentale tutto potrebbe essere vano.
Educare il cuore, non la mente....lo dicevano nell'antichità e ancora oggi sembra che debba essere ribadito.
E poi ti stupirai che proprio quel bambino che ti ha fatta dannare ti lascerà il bigliettino con su scritto grazie. E poi ti stupirai delle piccole carezze di tua figlia mentre pedali in bicicletta e hai un male alla schiena pazzesco e poi ti stupirai del fiore ricevuto da tuo figlio...e capirai che nulla è stato vano.
Perchè nulla è più bello di vedere la serenità in chi ti sta vicino, nulla vale di più....
sabato 5 maggio 2012
L'educazione Astronomica
Maria Montessori diceva: "Per iniziare diamogli il mondo". Partiva dal concetto che per iniziare bisognasse dare il grande e poi il piccolo, il microscopio. La scelta era legata all'interesse del bambino e alla manipolazione: un bambino chiede del mondo, delle stelle e della luna. La prima frase che ha detto Matteo a 16 mesi è stata: Vadda mamma, cna (luna). Il bimbo guarda il grande...la cellula arriverà dopo.
L'educazione cosmica, intesa come studio della storia, della geografia e delle scienze (biologia, astronomia, zoologia, botanica) permette al bambino di avvicinarsi al sapere scientifico. Vengono proposte grandi lezioni, uscite, consultazione di materiale e, in attività libera, autoproduzione di materiale.
Il mese di aprile ci ha visti alle prese con le stelle e i pianeti con i loro satelliti.
Abbiamo partecipato ad un ciclo di conferenze dove sono stati affrontati diversi temi:
- i moti della Terra;
- la Terra nell'Universo;
- i pianeti del Sistema Solare;
- la Luna e gli altri satelliti;
- le stelle;
- le costellazioni;
- i miti dell'Universo.
Per avvicinare maggiormente i ragazzi al mondo dell'astronomia si è preparato l'angolo della classe. Alcuni ragazzi hanno semplicemente copiato le informazioni che interessavano, altri hanno realizzato il proprio libro delle costellazioni. Due alunni hanno aiutato le maestre portando dei materiali che avevano a casa.
Ora lasceremo quest'angolo aperto per tutti nell'attività libera settimanale. I genitori hanno poi accolto la nostra richiesta di organizzare una serata insieme all'Osservatorio Astronomico che si trova nella nostra Provincia (San Valentino di Ega).
L'educazione cosmica, intesa come studio della storia, della geografia e delle scienze (biologia, astronomia, zoologia, botanica) permette al bambino di avvicinarsi al sapere scientifico. Vengono proposte grandi lezioni, uscite, consultazione di materiale e, in attività libera, autoproduzione di materiale.
Abbiamo partecipato ad un ciclo di conferenze dove sono stati affrontati diversi temi:
- i moti della Terra;
- la Terra nell'Universo;
- i pianeti del Sistema Solare;
- la Luna e gli altri satelliti;
- le stelle;
- le costellazioni;
- i miti dell'Universo.
Per avvicinare maggiormente i ragazzi al mondo dell'astronomia si è preparato l'angolo della classe. Alcuni ragazzi hanno semplicemente copiato le informazioni che interessavano, altri hanno realizzato il proprio libro delle costellazioni. Due alunni hanno aiutato le maestre portando dei materiali che avevano a casa.
Ora lasceremo quest'angolo aperto per tutti nell'attività libera settimanale. I genitori hanno poi accolto la nostra richiesta di organizzare una serata insieme all'Osservatorio Astronomico che si trova nella nostra Provincia (San Valentino di Ega).
l'arte in classe
Si pasticcia, ci si prova, si respira nei colori, si osserva, si legge, si cuca nei libri lasciati aperti nell'angolo della conversazione. L'arte è un linguaggio che deve appartenere al nostro modo di vivere. Il disegno esprime quello che c'è dentro di noi. Ecco perchè penso sia importante non pensare all'arte come disciplina secondaria. Con essa il bambino può parlare e attraverso questo canale può arrivare ad altri. Il bambino va aiutato a scoprire i colori, i materiali e le tecniche che lo possano aiutare ad esprimersi sempre più. Questo mi piace, questo meno....aiutare il bambino a maturare un senso critico anche su quello che sta facendo.
Quest'anno ci siamo dedicati alla nascita della scrittura e alla natura.
Siamo passati dall'arte rupestre, all'Albero della vita di Klimt.
Gli alberi sono poi diventati spogli, l'aria azzurra e siamo andati ad osservare cosa accadeva nel nostro cortile, per poi creare il nostro albero d'inverno.
Quest'anno ci siamo dedicati alla nascita della scrittura e alla natura.
Siamo passati dall'arte rupestre, all'Albero della vita di Klimt.
Gli alberi sono poi diventati spogli, l'aria azzurra e siamo andati ad osservare cosa accadeva nel nostro cortile, per poi creare il nostro albero d'inverno.
Fogli ruvidi e acquerelli scolastici
Questi piccoli acquerelli sono realizzati su cartoncino spesso ruvido e con colori scolastici.
Prima abbiamo steso una mano di blu o azzurro facendo attenzione a dare un'unica passata partendo dall'alto da destra a sinistra e arrivando fino in fondo. Una volta asciutto abbiamo lavorato con un pennello pieno d'acqua e uno solo con del colore. Il foglio veniva bagnato e con il pennello pieno di colore si creavano delle macchie sulla parte bagnata.
Fogli ruvidi e tempere
Siamo poi andati a trovare Mirò. Prima abbiamo realizzato con il pennello lo sfondo spruzzato con tempera di due-tre colori. Con un pennello nero abbiamo realizzato i simboli riportati nel quadro di Mirò...e un pochino modificati.
Acquerelli e fogli professionali
Ci proviamo. Ricordandoci la tecnica eseguita per l'albero invernale, abbiamo provato a celebrare primavera con i glicini (o come dice qualcuno sbagliando stagione con l'uva).
venerdì 20 aprile 2012
I libri in scatola...Ci vuole un fiore
Una scatola che ha accolto un portafogli, cartoncini e fogli bianchi anche di riciclo, la voglia di fare....e nascono così i libri in scatola.
Nei "Laboratori del Giovedì" ne ho realizzati dei più svariati....ma decisamente quelli fatti da mio marito con i suoi bambini della scuola tedesca sono molto più belli (il genio dell'arte in casa è lui). Vi posto le fotografie di queste piccole opere d'arte realizzate sulla canzone famosissima di "Ci vuole un fiore".
Nei "Laboratori del Giovedì" ne ho realizzati dei più svariati....ma decisamente quelli fatti da mio marito con i suoi bambini della scuola tedesca sono molto più belli (il genio dell'arte in casa è lui). Vi posto le fotografie di queste piccole opere d'arte realizzate sulla canzone famosissima di "Ci vuole un fiore".
giovedì 8 marzo 2012
un cucciolo tra le mie braccia...un bimbo di cinque anni
Ieri era il tuo compleanno Cucciolo mio, il mio Lupetto!
Ti sei annunciato alla vita prima ancora che io sapessi che tu eri dentro di me ad un mio alunno autistico...questo è il primo ricordo nostro: Giacomo che mi dice che nella mia pancia c'è un bambino che gli chiede che cosa vuol dire vivere sulla Terra...e io che d'istinto mi tocco la pancia e sento che ci sei (eri di 20 giorni...). Da subito ho capito che eri un bambino speciale, capace di vedere al di là dell'apparenza del mondo, parlando con chi la voce non l'aveva.
Dopo un 15 giorni il primo test positivo e la felicità di poter regalare al tuo papà un paio di scarpette da ginnastica per annunciare il tuo arrivo.
Ora sono già passati cinque anni da quel 7 marzo pazzesco in cui hai deciso di lasciare la mia pancia per vedere con i tuoi occhi quanto fosse bello il mondo di cui io ti parlavo.
Ti sei affacciato alla vita in una giornata ugiosa, pioveva e soffiava un vento forte.
Cosa mi ricordo di quel giorno?
Tante cose! Il papi, la zia Silvia che ci seguiva in sala parto, il tuo cuore che batteva forte nel monitor, le acque rotte e io che piangevo nel sentire il calore che avevi avuto intorno a te per quelle 41 settimane e la paura che qualcosa potesse non andare bene, che tu nella mia pancia non stessi comodo senza l'acqua. La domanda che facevo di più era: "Sta bene?".
Perchè le mamme un sesto senso lo hanno. Non è stato il parto che avrei voluto per te, non c'è stato tantissima dolcezza nel metterti al mondo. Come tu stavi veramente l'ho saputo solo dopo, ma gli angeli non ci hanno abbandonato e io e te abbiamo lottato fino in fondo, finchè con l'unica grande spinta sei "volato" nella vita, tra tanti, forse troppi, camici bianchi, io che per te volevo la calma e la pace. Ma poi, quando finalmente c'è stato silenzio intorno a te, me e il papi il mondo si è fermato.
Mi ricorderò del tuo papà senza maglia con te avvolto addosso perchè io avevo paura di farti cadere dato che non sentivo più le braccia.
Poi ci sono state le lacrime delle nonne in sala parto, la nostra prima notte insieme e la ragazza davanti al mio letto che mi aveva detto che sarebbe stato meglio che ti avessi lasciato nel nido perchè lei era stanca e voleva dormire...e tu manco piangevi! Questo è il mondo...c'è chi si preoccupa ancora prima che le cose possano accadere.
La nostra prima notte. Tu tra le mie braccia che facevi la nanna con me, la tua prima grassa risata e io che rimanevo perplessa e pensavo agli studi compiuti...ma una mamma gli unici libri che dovrebbe conoscere sono quelli di fiabe, filastrocche e poesie.

Tu, piccolo Teo, mi hai insegnato ad essere prima di tutto mamma. Non è stato facile addomesticare una come me, ma ci sei riuscito. Non sono la mamma super che vorrei essere, vorrei avere più tempo per te e meno per i bimbi di altri, ma quando arriva la sera ritorniamo a quella sintonia della prima notte insieme, per pochino perchè adesso un po' fai il timidone davanti ai baci e agli abbracci.
Non avere fretta di crescere....vivi con intensità questi tuoi cinque anni...il mondo è ancora tutto da scoprire! Ti voglio bene! Mamma
Ti sei annunciato alla vita prima ancora che io sapessi che tu eri dentro di me ad un mio alunno autistico...questo è il primo ricordo nostro: Giacomo che mi dice che nella mia pancia c'è un bambino che gli chiede che cosa vuol dire vivere sulla Terra...e io che d'istinto mi tocco la pancia e sento che ci sei (eri di 20 giorni...). Da subito ho capito che eri un bambino speciale, capace di vedere al di là dell'apparenza del mondo, parlando con chi la voce non l'aveva.
Dopo un 15 giorni il primo test positivo e la felicità di poter regalare al tuo papà un paio di scarpette da ginnastica per annunciare il tuo arrivo.
Ora sono già passati cinque anni da quel 7 marzo pazzesco in cui hai deciso di lasciare la mia pancia per vedere con i tuoi occhi quanto fosse bello il mondo di cui io ti parlavo.
Ti sei affacciato alla vita in una giornata ugiosa, pioveva e soffiava un vento forte.
Cosa mi ricordo di quel giorno?
Tante cose! Il papi, la zia Silvia che ci seguiva in sala parto, il tuo cuore che batteva forte nel monitor, le acque rotte e io che piangevo nel sentire il calore che avevi avuto intorno a te per quelle 41 settimane e la paura che qualcosa potesse non andare bene, che tu nella mia pancia non stessi comodo senza l'acqua. La domanda che facevo di più era: "Sta bene?".
Perchè le mamme un sesto senso lo hanno. Non è stato il parto che avrei voluto per te, non c'è stato tantissima dolcezza nel metterti al mondo. Come tu stavi veramente l'ho saputo solo dopo, ma gli angeli non ci hanno abbandonato e io e te abbiamo lottato fino in fondo, finchè con l'unica grande spinta sei "volato" nella vita, tra tanti, forse troppi, camici bianchi, io che per te volevo la calma e la pace. Ma poi, quando finalmente c'è stato silenzio intorno a te, me e il papi il mondo si è fermato.
Mi ricorderò del tuo papà senza maglia con te avvolto addosso perchè io avevo paura di farti cadere dato che non sentivo più le braccia.
Poi ci sono state le lacrime delle nonne in sala parto, la nostra prima notte insieme e la ragazza davanti al mio letto che mi aveva detto che sarebbe stato meglio che ti avessi lasciato nel nido perchè lei era stanca e voleva dormire...e tu manco piangevi! Questo è il mondo...c'è chi si preoccupa ancora prima che le cose possano accadere.
La nostra prima notte. Tu tra le mie braccia che facevi la nanna con me, la tua prima grassa risata e io che rimanevo perplessa e pensavo agli studi compiuti...ma una mamma gli unici libri che dovrebbe conoscere sono quelli di fiabe, filastrocche e poesie.
Tu, piccolo Teo, mi hai insegnato ad essere prima di tutto mamma. Non è stato facile addomesticare una come me, ma ci sei riuscito. Non sono la mamma super che vorrei essere, vorrei avere più tempo per te e meno per i bimbi di altri, ma quando arriva la sera ritorniamo a quella sintonia della prima notte insieme, per pochino perchè adesso un po' fai il timidone davanti ai baci e agli abbracci.
Non avere fretta di crescere....vivi con intensità questi tuoi cinque anni...il mondo è ancora tutto da scoprire! Ti voglio bene! Mamma
mercoledì 29 febbraio 2012
Terra di Sardegna e Rossella Urru
C'era una volta una terra che sapeva di sale, sole e mirto.
In questa magnifica terra nascevano frutti stupendi, frutti preziosi che amavano donarsi agli altri.
Rossella URRU è un bellissimo frutto della terra di Sardegna che dedica la sua vita agli altri, in modo profondo, in modo unico. E' partita dalla sua terra per andare a dare due mani in più in Algeria, dove adesso si trova rapita dal mese di ottobre. Non oso neppure immaginare come stia questo stupendo frutto, non oso immaginare gli incubi che ogni giorno affronta.
Non oso immaginare l'angoscia della sua famiglia...sono mamma anch'io e ho operato anch'io come volontaria in ambienti critici durante lo sbarco in Italia da parte di persone che nella loro Terra non potevano più stare nel lontano 1999 (in uno ho rischiato molto, se non fosse stato per l'intervento di un ragazzo della mia età arrivato nel momento giusto e per caso -e tu Vincenzo non ti sei neppure accorto di quanto ti ho voluto bene quando ti ho visto arrivare-)...e mi trovavo in Terra italiana, con la mia uniforme AGESCI che mi consentiva una copertura in più anche da parte dell'esercito che operava nel campo.
Rossella non è in Terra italiana, non ha che i suoi abiti colorati e la paura negli occhi...lunghe notti e lunghi giorni dove spero che la speranza non la lasci mai, anche se l'Italia non è che si stia proprio comportando bene.
Questo vuole essere un urlo: mentre qui ci lamentiamo di farfalle che piccole cretinotte fanno vedere in prima serata e dedichiamo prime pagine dei giornali e parte delle trasmissioni, mentre si trasmettono notizie legate ai concorrenti del Grande Fratello (ma l'Italia è questa????), nessuno si sta occupando di lanciare un grido da questa terra per dire LIBERATE ROSSELLA dai mass media.
Tocca farlo a noi, con i soli mezzi che abbiamo. Invito tutti i miei amici che hanno un blog di scrivere qualcosa per Rossella, di lanciare il grido anche dalle loro pagine per far prendere piedi un TAM TAM fitto che faccia parlare anche i mass media.
Piccolo fiore RESISTI! ROSSELLA LIBERA SUBITO!
Forza famiglia URRU!
domenica 26 febbraio 2012
so leggere
Il famosissimo metodo globale con me aveva fatto cilecca....la prima frase che il mio maestro mi aveva fatto scrivere MI CHIAMO DANIELA E VADO A SCUOLA era per me incomprensibile...ero una mosca bianca in mezzo ai figli dei dottoroni che nella mia scuola elementare erano iscritti, destino di una ragazzina che abitava in un quartiere "IN" della mia cittadina, ma che a casa sua di lauree appese non ce n'era neppure mezza...volere della sorte che aveva destinato la fine della via dove abitavo ad alloggi militari (e mio padre lo era...).
Eccomi, quindi, seduta tra ragazzini con mamme impellicciate e un po' puzzettine, con la permanente sempre fatta, ma anche con dei figli terribili.
Il secondo giorno ci fu la canzoncina "MELE E PANE" (altro classico della mia infanzia) e il quaderno con la matita...ricopiavo benissimo, ma non capivo NULLA di quello che stavo facendo.
Adoravo andare a scuola, anche se scrivevo e non sapevo che cosa stessi scrivendo. Durò circa 3 mesi questa ansia di non sapere che cosa stessi facendo: tutti, o quasi, leggevano...io no. Ma non per questo ho mai odiato la scuola, non mi piaceva solo quando mi diceva LEGGI e io tremavo. Diciamo che il maestro, per quanto mitico ed unico, non aiutava con il suo pallino di registrare i progressi della nostra lettura con un microfono che ti veniva piantato sotto il naso appena era il tuo turno di lettura.
Alla fine il mio papi, in un pomeriggio di novembre, mi prese sulle ginocchia e sfogliò con me il libro che avevo preso dalla biblioteca della scuola: "TEO E LA CASTAGNA" (un libro che poi divenne parte della biblioteca di Maryam e Teo, che ogni volta devono sentirsi raccontare questa mia storia).
Magicamente iniziai a leggere, una lettera, una sillaba, una parola, una frasetta...era avvenuta la magia!!!!
"So leggere, leggo, leggo tanto, leggo per me!".
Adoravo il sabato mattina quando il maestro dedicava la prima ora al componimento e alla biblioteca di classe: mentre scrivevamo disponeva i volumi della nostra libreria su un tavolo e annotava tutto nel libro dei prestiti. Adoravo prendere un libro e portarlo a casa con me, era il mio tesoro!
__________________________________
Rimane un mistero comprendere che cosa fosse scattato in me e perchè finalmente le lettere venivano unite insieme e diventavano parole. E' un mistero che ancora oggi porta studiosi a discutere...mentre io mi commuovo. E' una magia che avviene: un bimbo entra nel mondo delle parole scritte e davanti a lui si apre un universo intero.
Eccomi, quindi, seduta tra ragazzini con mamme impellicciate e un po' puzzettine, con la permanente sempre fatta, ma anche con dei figli terribili.
Il secondo giorno ci fu la canzoncina "MELE E PANE" (altro classico della mia infanzia) e il quaderno con la matita...ricopiavo benissimo, ma non capivo NULLA di quello che stavo facendo.
Adoravo andare a scuola, anche se scrivevo e non sapevo che cosa stessi scrivendo. Durò circa 3 mesi questa ansia di non sapere che cosa stessi facendo: tutti, o quasi, leggevano...io no. Ma non per questo ho mai odiato la scuola, non mi piaceva solo quando mi diceva LEGGI e io tremavo. Diciamo che il maestro, per quanto mitico ed unico, non aiutava con il suo pallino di registrare i progressi della nostra lettura con un microfono che ti veniva piantato sotto il naso appena era il tuo turno di lettura.
Alla fine il mio papi, in un pomeriggio di novembre, mi prese sulle ginocchia e sfogliò con me il libro che avevo preso dalla biblioteca della scuola: "TEO E LA CASTAGNA" (un libro che poi divenne parte della biblioteca di Maryam e Teo, che ogni volta devono sentirsi raccontare questa mia storia).
Magicamente iniziai a leggere, una lettera, una sillaba, una parola, una frasetta...era avvenuta la magia!!!!
| L'angolo biblio della nostra cucina, perchè ogni posto è buono per leggere! |
Adoravo il sabato mattina quando il maestro dedicava la prima ora al componimento e alla biblioteca di classe: mentre scrivevamo disponeva i volumi della nostra libreria su un tavolo e annotava tutto nel libro dei prestiti. Adoravo prendere un libro e portarlo a casa con me, era il mio tesoro!
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Rimane un mistero comprendere che cosa fosse scattato in me e perchè finalmente le lettere venivano unite insieme e diventavano parole. E' un mistero che ancora oggi porta studiosi a discutere...mentre io mi commuovo. E' una magia che avviene: un bimbo entra nel mondo delle parole scritte e davanti a lui si apre un universo intero.
martedì 21 febbraio 2012
i comportamenti problema
Ci siamo: altri tre esami della SOS sono andati. Ebbene sì, perchè in questa famiglia non si finisce mai di studiare...e da una parte temo quando questo avverrà. Adesso è il turno del papi!
Ed ecco che studiare ogni tanto, non sempre, apre la mente e pensi, ripensi, strapensi. Incominciamo a discutere e ci animiamo sempre più.
Il tema forte erano I COMPORTAMENTI PROBLEMA.
La domanda è sempre la stessa: che cosa mi sta dicendo un bambino che dimostra un comportamento problema? Che cosa non va? Che cosa posso fare per aiutarlo?
Nella mia realtà di insegnante di sostegno e poi montessoriana (ma anche tutte e due insieme) ho conosciuto bambini che mi hanno destabilizzato. C'è chi lancia i sassi, chi "porcona" modello rosario di Pietralba, chi rovina materiale, chi spegne il PC del compagno, chi urla, chi lancia i banchi, chi scappa da scuola, chi si fa la pipì addosso, c'è chi mi ha pure nascosto le scarpe (facendomi perdere 40 minuti di tempo a cercarle e non potendo arrivare ad un appuntamento importante..).
Marachelle? Talvolta sì, altrevolte no.
Sono segnali forti che nascondo messaggi in codice difficili da capire e a cui rispondere non sempre è possibile.
Ecco i messaggi segreti che ho trovato io:
- mi annoio;
- voglio tranquillità;
- non so fino dove posso arrivare;
- sono forte, perchè da altre parti sono debole;
- ti faccio morire come tu fai morire me;
- nessuno mi guarda...guardami,
- smettila di usare questo volume troppo alto;
- non so cosa debba fare...mi aiuti?;
- non sono capace.
Capire questi messaggi può essere un aiuto per capire in che direzione andare.
Al momento io ho capito, ma mi sento messa un po' nell'angolo quando non riesco ad aiutare i miei ragazzi a stare meglio. Continuiamo a camminare, continuiamo ad andare avanti tenendoci per mano...verso la vita!
Ed ecco che studiare ogni tanto, non sempre, apre la mente e pensi, ripensi, strapensi. Incominciamo a discutere e ci animiamo sempre più.
Il tema forte erano I COMPORTAMENTI PROBLEMA.
La domanda è sempre la stessa: che cosa mi sta dicendo un bambino che dimostra un comportamento problema? Che cosa non va? Che cosa posso fare per aiutarlo?
Nella mia realtà di insegnante di sostegno e poi montessoriana (ma anche tutte e due insieme) ho conosciuto bambini che mi hanno destabilizzato. C'è chi lancia i sassi, chi "porcona" modello rosario di Pietralba, chi rovina materiale, chi spegne il PC del compagno, chi urla, chi lancia i banchi, chi scappa da scuola, chi si fa la pipì addosso, c'è chi mi ha pure nascosto le scarpe (facendomi perdere 40 minuti di tempo a cercarle e non potendo arrivare ad un appuntamento importante..).
Marachelle? Talvolta sì, altrevolte no.
Sono segnali forti che nascondo messaggi in codice difficili da capire e a cui rispondere non sempre è possibile.
| in cammino verso la vita |
- mi annoio;
- voglio tranquillità;
- non so fino dove posso arrivare;
- sono forte, perchè da altre parti sono debole;
- ti faccio morire come tu fai morire me;
- nessuno mi guarda...guardami,
- smettila di usare questo volume troppo alto;
- non so cosa debba fare...mi aiuti?;
- non sono capace.
Capire questi messaggi può essere un aiuto per capire in che direzione andare.
Al momento io ho capito, ma mi sento messa un po' nell'angolo quando non riesco ad aiutare i miei ragazzi a stare meglio. Continuiamo a camminare, continuiamo ad andare avanti tenendoci per mano...verso la vita!
giovedì 16 febbraio 2012
E' carnevale...
E' carnevale... ogni scherzo vale e ancor di più ci divertiamo se il travestimento è di Ecogiochiamo :-) [Parte Prima]
Perchè Montessori....fa rima con ecologia!
CARNEVALE E'....
- odore di pasta al forno;
- la mamma che cuciva i nostri abiti con le sue mani (mi ricordo uno da bambola stupenda, una da giapponese, una ragazza pon-pon, una bimba piccola, un cappuccetto rosso, un fantasma, una fatina...);
- la gioia della mattina di Giovedì Grasso quando mi preparava;
Mi ricorderò sempre la famiglia vestita da "spazzolino e dentifricio", forse era una famiglia di dentisti! Un'altra vestita da sruzzi...che correvano per strada vicino alla mia macchina che mi stava portando alla festa.
Mi è rimasta la gioia di voler cercare di fare i costumi ai miei cuccioli...cioè, io li disegno e la mamma me li cuce, perchè io come sarta sono proprio una frana. Ed è bello vederli felici il giorno di Carnevale con il loro vestitino.
Perchè Montessori....fa rima con ecologia!
CARNEVALE E'....
Da piccola il Carnevale voleva dire...
- odore di frittelle di patate...anche se adoravo quelle di mele;- odore di pasta al forno;
- la mamma che cuciva i nostri abiti con le sue mani (mi ricordo uno da bambola stupenda, una da giapponese, una ragazza pon-pon, una bimba piccola, un cappuccetto rosso, un fantasma, una fatina...);
- la gioia della mattina di Giovedì Grasso quando mi preparava;
- il vento del pomeriggio di festa al Talvera, con coriandoli e famiglie in festa;
- il ritorno a casa nel pomeriggio con i cugini che venivano a vedere le nostre maschere, a bere il tè caldo e i dolci preparati dalla mamma. La mia vecchia casa in via Vittorio Veneto, con una cucina che era grande quanto il mio soggiorno e la mia cucina messi insieme...che ricordi e che nostalgia.Mi ricorderò sempre la famiglia vestita da "spazzolino e dentifricio", forse era una famiglia di dentisti! Un'altra vestita da sruzzi...che correvano per strada vicino alla mia macchina che mi stava portando alla festa.
Mi è rimasta la gioia di voler cercare di fare i costumi ai miei cuccioli...cioè, io li disegno e la mamma me li cuce, perchè io come sarta sono proprio una frana. Ed è bello vederli felici il giorno di Carnevale con il loro vestitino.
MONTESSORI E CARNEVALE
In casa ho realizzato un cassetto dei travestimenti dove lascio i vari costumi che Maryam e Matteo possono utilizzare come e quando vogliono. Dentro ho messo foulards vecchi che non uso, qualche cintura, parrucche e borse varie, vecchie magliette e gilet un po' strani (ma che roba mi compro?). Ed è bello vederli diverstirsi con questi materiali!
mercoledì 15 febbraio 2012
Ma cosa si fa al Montessori? Le tre tipologie di lezioni della mia classe
Le critiche che vengono rivolte al Montessori sono tante. Ecco quelle che ho sentito con le mie orecchie uscire dalla bocca di diverse colleghe:
Montessori vuol dire fare quello che si vuole....hem, non è proprio così!
Montessori è rigida....assolutamente NO!
Montessori è solo materiale....NOOOOO!
Con il Montessori c'è chi non impara nulla....tutto da vedere....
Montessori mette al centro il bambino e lo affianca al docente-osservatore che lo aiuta a crescere nella misura in cui deve crescere. Per farlo crescere vengono usate divese tipologia di lezione.
Che differenza sostanziale c'è tra una classe tradizioanle ed una della sezione Montessori?
Nella sezione Montessori ci sono 3 grandi tipologie di lezioni:
- lezioni in grande gruppo o GRANDE LEZIONE: sono i momenti dove l'apprendimento è comune. C'è chi spiega (e non è detto che sia l'insegnante a farlo) e chi formula domande. Io cerco sempre di far nascere l'apprendimento in un alunno e, una volta avvenuta la conoscenza, lo "uso" come maestro. Io mi siedo al banco e lui spiega ai compagni....che capsicono molto meglio di quando spiego io....anche se l'ho detto con le stesse parole del compagno.
Dovrebbero essere lezioni brevi e convolgenti (anche per le regole della grammatica, l'analisi di un testo-poesia- usiamo molto la teatralità). Viene utilizzata anche per le lingue straniere.
- ATTIVITA' LIBERA: è il motore del Montessori. Il difficile compito del docente è quello di preparare materiali adatti al bambino, materiali concreti che possano appassionare il cucciolo al mondo della cultura, ricercando libri con immagini, materiale per far svolgere ricerche nelle varie discipline. Ogni settimana appendiamo al muro una consegna di attività libere che devono essere svolte scegliendo tra il materiale proposto (questa settimana per lingua avevano una descrizione della persona, una frase di grammatica, terminare una ricerca e la lettura di un brano). Ci sarà chi sceglierà un determinato materiale per scoprire come lavorare sugli aggettivi qualificativi e i diversi gradi (cartellini da utilizzare associandole ai cuori di vetro, tovagliette dei gradi degli aggettivi...cartoline per le descrizioni, descrizioni d'autore, descrizione con cartellini...).
- ATTIVITA' INDIVIDUALE: l'insegnante si avvicina ad un bimbo e gli spiega come fare per utilizzare un materiale. Come? Utilizzando per prima lui il materiale, facendo vedere come si manipola. Poi toccherà al bambino che potrà a sua volta sperimentare, apprendere e spiegare ad ogni altro compagno interessato come si lavora.
IMPORTANTE!
- l'attività deve essere iniziata e portata a termine SEMPRE;
- non è ammesso rovinare il materiale messo a disposizione;
- il docente deve annotare che cosa compie il bambino nell'attività, in modo da poter avere il quadro dell'andamento della classe. Può essere che ci sia chi non ha voglia di lavorare...non deve disturbare chi lavora e nell'arco dell'attività libera deve aver compiuto anche una breve attività.
martedì 14 febbraio 2012
e due passeri volano via
| un cuore può essere anche un po' come una cascata... |
Volano vicino, ma volano via...con la tristezza che comporta un volo da un nido all'altro, perchè mamma uccello ha deciso così.
Sai nel cuore che troveranno un altro nido comodo, perchè conosci quel nido e conosci i suoi abitanti...ma ti chiedi il perchè di queste scelte che gli adulti compiono per i piccoli...solo per l'incapacità di prendere la realtà in mano e aiutare questi passerotti a volare bene.
Non avevo mai provato questa sensazione...di sicuro oggi ho imparato che le persone sono strane...è che non sempre una mamma sappia che cosa sia il bene del proprio bambino.
Buon volo passerotti!
Sembrerà un messaggio in codice...ma il mio cuore doveva parlare.
lunedì 13 febbraio 2012
la pagella della maestra
Il lunedì incominciamo attività con il cerchio: ci mettiamo intorno al nostro tappeto rosso, la candela accesa e via: incomincia lo scambio tra di noi.
Oggi, però, dopo aver raccolto le schede di valutazione, che anche se siamo una sezione Montessori siamo tenuti ad emettere per ogni alunno, ho voluto avere la mia pagella.
Via libera al MI PIACE e NON MI PIACE...perchè la scuola non è il posto dove decide solo il docente, ma dove anche i cuccioli possono dire quello che va e non va.
Oggi, però, dopo aver raccolto le schede di valutazione, che anche se siamo una sezione Montessori siamo tenuti ad emettere per ogni alunno, ho voluto avere la mia pagella.
Via libera al MI PIACE e NON MI PIACE...perchè la scuola non è il posto dove decide solo il docente, ma dove anche i cuccioli possono dire quello che va e non va.
Nel "non mi piace" è emerso il problema che vorrebbero fare meno lezioni frontali anche con altri docenti, poter parlare maggiormente in tedesco e inglese, è emerso il problema di essere interrotti per lasciare l'attività libera e fare altro. Questo è un grosso problema anche per me!
E' emerso, levando le richieste che ogni alunno farebbe (pausa, PC a go-go, più sport...), che hanno voglia di:
- più musica (2 ore non bastano...);
- più arte da pasticciare (anche qui due laboratori non bastano);
- lavorare sempre con ricerche attive anche in altre discipline;
- leggere, o meglio, avere la maestra che legge di più per loro.
Beh, io mi sono emozionata! Molte di queste attività richieste sono delle creazioni che ho adottato io con loro. Mi piace vederli così cuccioli quando leggo, quando manipoliamo insieme, quando tiro fuori la chitarra...e se mi chiedono di più vuol dire che non si sono stufati!
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